I S.O.M nascono nel 2004 con una formazione diversa rispetto a quella attuale: alla chitarra c’era allora Mattia Liboni, detto Cic, che ha lasciato dopo qualche mese per impegnarsi a tempo pieno nello studio, al basso e alla voce c’era, e c’è tuttora, Matteo Miotto e alla batteria Alessandro Negri, meglio conosciuto come Taya.

 

L’esordio del gruppo avviene presso il Centro Sociale di Salara nel Luglio del 2004, nel corso di una festa di compleanno privata. Dopo l’abbandono di Liboni alla chitarra subentra un ragazzo di Ficarolo, Raffaele Benasciutti, detto Cippo.

Con il suo arrivo il gruppo acquista un’impronta leggermente più metal e le uscite si fanno sempre più frequenti: Ficarolo, molte uscite a Salara, Sant’Agostino, Calto, Ferrara. La formazione saluta i fan durante la 24 ore di calcio tenutasi nel Luglio del 2007 a Salara, con l’annuncio dell’addio di Cippo.

 

I due “superstiti” passano un periodo di sconforto legato alla difficoltà nel trovare un nuovo chitarrista, ma ad ottobre del 2007 le cose cominciano a girare nel verso giusto, perché i S.O.M trovano una sala prove tutta per loro, e non sono più così costretti a portarsi in giro le strumentazioni per ogni prova.

 A Febbraio dell’anno successivo arriva anche l’attuale chitarrista, Alessio Franchi, altro musicista salarese che assieme a Taya aveva già fatto parte dei “Trovati per Caso” prima e dei “Re Diesis” poi, con un excursus anche negli Union Pacific, cover band Blues/Rock, che spaziava da Brown a Santana e da Hendrix ai Pfm. La formazione sembra aver trovato il proprio equilibrio, anche se non si disdegnerebbe la presenza di un cantante. Il repertorio dei S.O.M è composto da cover di punk/rock leggero, con canzoni dei Green Day, dei Blink 182, fino ad arrivare ai Black Sabbath e ai Judas Priest, repertorio dettato dai gusti musicali dei componenti e gradito ai fan, che fanno parte della cerchia di amici dei componenti.

La formazione musicale dei S.O.M è piuttosto variegata: Alessio ha cominciato a suonare la chitarra alle scuole medie da autodidatta, seguito a volte dal padre, chitarrista a sua volta; Taya ha cominciato con la batteria per “ripicca” nei confronti del fratello maggiore, continuando a prendere lezioni private dal maestro Brandolese e Teo ha cominciato in realtà con le tastiere e proseguito poi con il basso, convinto da Cic, anch’egli da autodidatta, per arrivare a prendere poi qualche lezione privata da Andrea Sartini, meglio conosciuto come Skinger.

“La nostra forza sta nell’essere un gruppo anche al di fuori della sala prove” dice Alessandro, riferendosi al fatto che i ragazzi appartengono ad un’unica grande compagnia che passa la maggior parte del tempo insieme. “I ragazzi che ci seguono e ci sostengono anche durante le prove meritano un ringraziamento particolare: noi suoniamo per loro, per farli divertire e per divertirci, non abbiamo l’ambizione di arrivare chissà dove, vogliamo restare noi stessi” aggiunge Matteo. Certo, un’ambizione ci sarebbe, quella di arrivare a scrivere ed arrangiare pezzi propri, ma per ora i ragazzi rivedono pezzi di altri, creando nuovi suoni.

di Arianna Donegatti

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